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Robert Gucher: “E’ stata un’accoglienza straordinaria, non me l’aspettavo”

19 marzo 2017 Frosinone Calcio Sport


Emozioni autentiche, sincere, contrastanti, figlie di una storia lunga quasi 9 anni che non si può dimenticare con facilità, nonostante un finale amaro che tutti avrebbero voluto evitare.
Robert Gucher arrivò alla corte del Frosinone di Piero Braglia il 10 aprile 2008, insieme al compagno e connazionale Dieter Elsneg, all’età di 17 anni. L’esordio in Serie B e nel calcio italiano il 21 aprile 2009 al “Matusa” con il Modena. Cresciuto calcisticamente in Ciociaria, dove ha trovato la sua seconda casa e tanti amici veri, ha scritto insieme a tanti compagni di squadra, pagine importanti della storia recente del club giallo azzurro. Solo due le parentesi lontano da Frosinone nel corso di questi anni: 6 mesi con la Primavera del Genoa nel 2010 (dove ha vinto il campionato) ed una esperienza in Austria, nel Kapfenberger, nella stagione sportiva 2011/2012. Poi i successi ed i trionfi con la maglia frusinate: il 7 giugno 2014 la vittoria per 3-1 nella finale play off con il Lecce, che vale il ritorno in Serie B; il 16 maggio 2015 la storica promozione in Serie A ottenuta matematicamente grazie alla vittoria casalinga per 3-1 con il Crotone. L’anno indimenticabile in massima serie, culminato con una dignitosa retrocessione. Inizia il nuovo ciclo targato Pasquale Marino, il Frosinone del patron Maurizio Stirpe punta all’immediato ritorno in Serie A. Robert non riesce a conquistare la fiducia del tecnico siciliano e finisce ai margini del progetto Frosinone. Il finale è noto, il 17 gennaio scorso il passaggio a titolo definitivo al Vicenza.
Ieri il ritorno allo Stadio Comunale, non privo di emozioni contrastanti.

Daniel Ciofani abbraccia Robert Gucher al suo arrivo allo Stadio Comunale.

Il saluto nel prepartita degli ex compagni di squadra.

Due i momenti particolarmente emozionati della giornata. A pochi secondi dal calcio d’inizio della partita, lo striscione esposto in curva nord “Robert per sempre austrociociaro” ed il coro, che diventa standing ovation, con gli spettatori in piedi ad applaudirlo.

Gucher gioca una gara ordinata e attenta, prova a contrastare gli attacchi dei vari Maiello, Sammarco, Soddimo, Ciofani e Dionisi, ma deve fare i conti, soprattutto nella ripresa, con la determinazione dei giallo azzurri. Finisce 3-1, risultato che premia la squadra che ha messo in campo più voglia di vincere, il Frosinone. Gucher saluta i tifosi del Vicenza e prende la via degli spogliatoi… Lo raggiungono Russo, Soddimo, Dionisi e Ciofani e lo portano sotto la Nord. Robert è evidentemente emozionato, si avvicina, ringrazia e riceve gli applausi di tifosi e giocatori, rimanendo due passi dietro i suoi ex compagni di squadra.

L’applauso di fine partita di tifosi ed ex compagni di squadra.

La giornata dell’austriaco la racconta in sala stampa il suo attuale allenatore, Pierpaolo Bisoli.
“Robert era molto agitato, molto agitato. I sentimenti di un uomo sono più importanti di una prestazione durante una partita. Era tutto scusabile quello che poteva fare oggi in campo. Preferisco giocatori che hanno sentimenti e casomai patiscono la partita, piuttosto che giocatori che non capiscono che un applauso come quello che gli ha riservato il pubblico di Frosinone, viene riservato solo ai grandi giocatori. E non vuole dire essere fuoriclasse, ma grandi giocatori e grandi uomini. Secondo me questo è l’aspetto più importante”.

Al termine dell’incontro Robert viene intervistato in mixed zone, queste le sue parole.

Ti aspettavi un’accoglienza di questo tipo?
“Molto positiva, ho avuto la pelle d’oca… E’ stata un’accoglienza straordinaria, non me l’aspettavo in questo modo, ringrazio i tifosi per quello che hanno fatto, è stata una bellissima soddisfazione personale ed una conferma di cosa ho lasciato e di quale rapporto abbia costruito in questi anni con i tifosi del Frosinone. Questo è per me un motivo di orgoglio”.
Che hai provato in mezzo al campo nell’affrontare i tuoi ex compagni di squadra?
“In mezzo al campo niente di particolare, più che altro prima di giocare, perché ho visto tanti amici. Durante la partita ognuno pensa al suo lavoro ed alla propria squadra, nei 90 minuti conta solo far bene per la propria squadra”.
Che Frosinone hai visto quest’oggi?
“Il Frosinone nel primo tempo mi è parso un po’ impallato, nel secondo sono usciti fuori perché hanno dei giocatori straordinari davanti, Federico oggi ha fatto tre gol ed è questo che fa la differenza. Una squadra così concede poco, anche non creando tantissimo, però ti segnano alla prima occasione e questo è il motivo perché il Frosinone è lì davanti in classifica”.
Per il Vicenza continua la corsa verso la salvezza?
“Secondo me oggi abbiamo giocato un ottimo primo tempo, dove non si è vista tutta la differenza di classifica, nel secondo tempo non siamo stati più cattivi come una squadra che si deve salvare. Non è questa la partita che dovevamo vincere, ci aspettano undici finali per cui ci prepareremo nel migliore dei modi e lotteremo fino alla fine”.

L’audio dell’intervista di Robert Gucher, realizzata dalla redazione sportiva di Radio Day.

Anche la Lega B, sulla propria pagina facebook ufficiale, ha reso omaggio al centrocampista austriaco ed alla tifoseria frusinate, sempre corretta ed appassionata.

6 stagioni e mezzo in gialloazzurro, la doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A, tante battaglie affrontate con la fascia da capitano al braccio: i tifosi del Frosinone Calcio non hanno certo dimenticato Robert Gucher!

Il ritorno di Robert Gucher al 'Matusa'

6 stagioni e mezzo in gialloazzurro, la doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A, tante battaglie affrontate con la fascia da capitano al braccio: i tifosi del Frosinone Calcio non hanno certo dimenticato Robert Gucher! 👏💙💛#SerieB #CalcioVero

Pubblicato da Lega B su Lunedì 20 marzo 2017

Foto gentilmente concesse da Federico Casinelli.


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