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Massimo Troisi, mio fratello

27 aprile 2017 Arte e Cultura Live ed Eventi News


Massimo è un modo di vivere, è uno stato d’animo“. Rosaria Troisi, sorella del grande Massimo Troisi, risponde così a “Chi era Massimo?”, una delle tante domande poste dai partecipanti all’evento di ieri, mercoledì 26 aprile, tenutosi nella sede dell’Associazione Culturale Indiegesta, nel centro storico di Ceccano. Un ambiente accogliente fatto di foto e divanetti in cui si respira libertà e convivialità e in cui giovani e meno giovani ieri si sono incontrati per condividere un pezzo della storia della cultura italiana e non solo.

Diego ProtaniPresidente di Indiegesta, ha moderato l’incontro insieme al Vice Sindaco di Ceccano, Massimo Ruspandini, dichiaratosi immensamente grato all’associazione per l’impegno costante nella costruzione di civiltà e sensibilità culturale “in un territorio che dimostra così di poter fare qualcosa di bello“. Rosaria Troisi, una dei cinque fratelli del grande attore, esprime subito, con tutto il suo calore partenopeo, la gioia di essere ospitata in Ciociaria: “Pietre miliari del cinema sono nate qui, mi viene in mente Vittorio De Sica e potrei citarne di altri, persone che non se ne vanno ma che restano qua” e poi ancora la gioia di poter parlare del fratello Massimo e di vivere ancora la sua presenza “Oltre il respiro“, così come ha intitolato il libro di ricordi e racconti, edito da Iacobelli. “Un modo tutto mio, una sana follia che vede nell’aria la presenza costante di Massimo. A volte quando vedo un gabbiano volare nei cieli della mia terra di mare penso che quello è Massimo, i gabbiani infatti tornano sempre a casa. Mi piace pensare che Massimo sia oltre quel respiro che si è interrotto 23 anni fa“. Un misto di poesia e di profondità nelle parole di Rosaria Troisi che ci dicono molto sul clima familiare in cui il grande attore ha vissuto. Famiglia numerosa di San Giorgio a Cremano, non ha mai lasciato il piccolo paese campano in un sentimento di attaccamento alla terra e a quella gente che ha visto Massimino crescere tra le gioie e anche i dolori della malattia al cuore che fin da giovane lo ha inseguito. Una semplicità disarmante scrigno di un genio del sentimento e delle emozioni. Questo il Massimo attore e uomo che ha rappresentato per chiunque una rivoluzione ed è la stessa Rosaria a confermarlo: “Massimo ha sovvertito tutte le aspettative, lo stereotipo dell’attore lo voleva sfrontato e a tratti altezzoso, lui ha difeso se stesso con la timidezza. Era il fratello di tutti“. Timido e schivo ha saputo parlare a milioni di persone che si rivedono in lui come davanti ad uno specchio.

Carmine Faraco, attore e grande amico di Troisi, ci racconta le partite di calcio fatte assieme, sport amatissimo dal grande attore come conferma anche scherzosamente la sorella: “Se avessi chiesto a Massimo cosa desiderava di più tra giocare a calcio e vincere un Oscar, mi avrebbe sicuramente risposto il calcio”.  Carmine ricorda: “Quando Massimo vinse il Nastro D’Argento per “Ricomincio da Tre”, non prenotò il ristorante di lusso come era di abitudine per tutti i grandi attori ma organizzò una cena a casa sua, tra amici, tra quelli che gli volevano bene sul serio, era la semplicità”, Un padre che non lo ha mai elogiato, una madre curiosa del mondo, un ragazzo timido e con gravi problemi di salute, ci racconta ancora la sorella: “Che cosa mai potrà fare nella vita, troverà mai un buon posto nel mondo?”, è questa la domanda che nei discorsi di famiglia il padre si faceva. “E ora mi rispondo continua commossa Rosaria – quando vedo centinaia e centinaia di studenti giovanissimi che hanno visto tutti i suoi film, quando vedo persone come voi incontrarsi per parlare di lui, quando vengo accolta con riconoscenza dico Ecco cosa ha fatto Massimo“. Sfogliando tra le pagine del libro non solo racconti ma anche foto, pezzi di vita e di storia italiana che trasmettono  le emozioni di un passato che tanto passato per fortuna non è. “Soltanto con la cultura potrete riscattarvi“, così mamma Elena diceva ai suoi sei figli e Massimo Troisi ne è stata la prova. “Ho scritto perché voglio raccontare il percorso umano di Massimo, per dare testimonianza vera di quanto il segreto di tutto sia amare la vita incondizionatamente a prescindere dal luogo geografico di nascita e dalle condizioni economiche in cui si vive. Nessuno sa cosa la vita può riservarci e Massimo è il grande esempio di questa imprevedibilità.  Questo è il messaggio più grande di mio fratello, amare la vita“. Un messaggio ancora più incisivo considerato il modo prematuro in cui Troisi, a causa del suo debole cuore,fu costretto a lasciare chi lo amava a soli 41 anni. Nelle dediche del libro una ci colpisce in particolare, lo scrittore Erri De Luca definisce Massimo come “il rovescio fisico e morale della voce dei camorristi“.  Una frase forte e vera  che ci dà molto da riflettere e che a 23 anni dalla scomparsa porta Massimo Troisi  ben “oltre il respiro“.

“Nel ricordo affettuoso e limpido del ‘nostro’ Massimo. Con amicizia”. Rosaria Troisi


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