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“Lei è ignorante? Bravo!” Noi e la logica dello scribacchino

23 aprile 2017 Arte e Cultura Media News


Lei è ignorante? Bravo! … Il Totò geniale di Miseria e Nobiltà aveva ben capito la logica dei potenti, per arricchirsi bisogna sperare e incoraggiare l’ignoranza altrui.  Il vecchio scribacchino, impersonato dall’attore, aspetta ogni giorno che qualcuno incapace di leggere e scrivere si rivolga a lui per guadagnarsi il pane quotidiano e così incita all’ignoranza con grande fervore, augurandosi lo stato di inferiorità mentale anche per le prossime generazioni. Quale migliore occasione di oggi, giornata mondiale del libro, (che come ogni 23 aprile dal 1996 il mondo celebra), per scandalizzarci ancora e di nuovo, (perché non basta mai), di quanto “la logica dello scribacchino“, privata da ogni colore comico e artistico, strisci subdola tra le trame del nostro tessuto sociale. Non nascondiamoci, viviamo in una realtà locale (e poi nazionale) in cui gli stimoli culturali sono sempre troppo pochi, in cui se chiedessimo ad un giovane chi è Totò, con lo sguardo tra il dubbioso e l’impaurito, tipico delle interrogazioni dei prof. più feroci, avrebbe serie difficoltà su cosa rispondere. Si dice che se errare è umano, dare la colpa ad un altro lo è ancora di più e si dice anche che il senso di colpa non ha niente a che vedere con il senso di responsabilità. Se tutto questo è vero, come crediamo, forse è il caso che si cominci a riflettere in prima persona su quanto i giovani della nostra provincia abbiano stimoli sufficienti per interessarsi al mondo. Il mondo di cui si vuol parlare in questa sede è certo quello raccontato dai libri, dai film, dagli spettacoli teatrali, dai concerti, da tutti quei mattoni solidi e fondamentali che faranno dei piccoli, adulti capaci di riconoscere gli errori commessi. Eh si perché sta lì il punto. La capacità di riconoscere il piccolo errore comporta la capacità di prevenirne di più grandi, comporta il considerare aberrante il pestaggio di un ventenne, il suicidio di un omosessuale, la rissa scoppiata a scuola. A questo punto il buon cliente dello scribacchino si affretterà a dire : “Sì certo ma le istituzioni non intervengono come dovrebbero” o “Sappiamo tutti che per far questo occorrono spazi adeguati per  i ragazzi” e ancora “Tempo perso, i giovani di oggi sono irrecuperabili”, “Ma davvero si pensa ancora che la cultura serva in un paese dove non c’è più meritocrazia?” … Il nostro Totò scribacchino risponderebbe – “Bravo! Bene! Bis!; Scarichiamolo tutti questo barile pieno di vigliaccheria“.
Se la logica non ci inganna si può dire senza dubbi che nessuno può insegnare niente a nessun’altro se prima non impara per se stesso. È per questo che nella giornata mondiale del libro proviamo a lanciarci una sfida ambiziosa quanto fattibile. Scegliamo un libro in libreria o in biblioteca, proviamo a leggerlo, a capirlo, consapevoli che non è certo indispensabile esser professori blasonati, la curiosità e la conoscenza sono per tutti. Una sfida positiva che vede gli adulti stimoli culturali viventi per i giovani. Che si coinvolgano figli, nipoti, adolescenti e bambini, quel ragazzo in difficoltà lasciato troppo solo, quell’altro ancora chiuso in se stesso legato dalla paura di vivere in un modo troppo difficile. La gente può ancora condizionare le istituzioni, può ancora essere fonte di cambiamento e rivoluzione. Camus diceva: La cultura è l’urlo degli uomini in faccia al loro destino. È proprio il caso di riconoscere che “dalle nostre parti”, quelle dell’umanità, si è smesso forse troppo presto di urlare contro un destino che spesso intrappola ma che non è mai irreversibile. Chiediamoci oggi fino a quando continueremo ad imporre ai giovani obblighi e divieti senza coinvolgere attivamente le loro menti, sviluppando il loro senso critico, la loro capacità di distinguere il bene dal male, la possibilità insomma di salvarsi. Dando uno sguardo più vicino alla realtà locale poi, chiediamoci fino a quando ci nasconderemo dietro la tanto decantata e spesso strumentalizzata arretratezza, unico apparente e ingiusto bigliettino da visita della Ciociaria. Il territorio è fatto di persone, non certo di locali notturni in cui la certezza di riuscirne vivi diminuisce di serata in serata. I bar, le strade, le scuole, le Chiese, tutto ciò che rende viva questa Ciociaria, fucìna di attori, cantanti, geni e registi, ha bisogno di menti allegre, attive, creative e una di quelle menti sei tu che stai leggendo. I Totò scribacchini non aspettano altro di vederci disorientati, dubbiosi su che cosa sia la verità, omologati ed impersonali. La risposta a cui pensare segue la domanda del Perché?“. Perché nessuno merita di morire per mano di un altro? Perché la droga fa male? Perché non usare violenza contro chi insulta? In una realtà mondiale ad oggi molto preoccupante e pericolosa e in un’eco di cronaca locale triste e drammatica, la nostra terra ha bisogno di perché“. I nostri ragazzi hanno bisogno di capire fino in fondo cosa c’è dietro un obbligo o un divieto, forti del fatto che la repressione degli istinti è per gli schiavi e non per esseri umani nati liberi e pensanti. Accentando il guanto di sfida con noi stessi allora progettiamo letture, visite ai luoghi meravigliosi del nostro territorio, concerti da ascoltare, opinioni da scambiarsi in libertà e tutto ciò che ci fornisca un’identità.

Oggi sentiamoci di ampliare la celebrazione non solo della lettura ma della cultura in generale, sorgente inesauribile di elevazione dei popoli. Chissà che questa scena de “ L’attimo fuggente”, straordinario film con un altrettanto straordinario Robin Williams, possa aiutarci a partire e perché no, guardando l’intero film, a trascorrere due ore di piacevole libertà, lontano da pericolosi scribacchini e vicino a chi ci è più caro.


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