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Giovanni Minoli incanta ed insegna a “I Giovedì dell’Accademia”

12 maggio 2017 Arte e Cultura Live ed Eventi Musica e Spettacolo News


“I giovedì dell’Accademia” torna a far parlare di sé come interessante iniziativa culturale che dal mese di febbraio continua ad arricchire la città di Frosinone, ospitando importanti nomi del panorama culturale, televisivo e artistico della nostra Italia. Ieri, giovedì 11 maggio, è stata la volta di Giovanni Minoli, nome che non avrebbe certo bisogno di presentazioni se non fossimo del parere che gli esempi di professionalità ed onestà vadano sempre valorizzati ogni volta se ne presenti l’occasione.  Dal 1972 il giornalista Minoli collabora con la RAI della quale diventerà dirigente nonché autore e produttore di programmi tra i più prolifici. Raggiunge la conoscenza del vasto pubblico negli anni Ottanta con la conduzione di Mixer, programma di informazione giornalistica edito da RAI 2 con 18 anni di messa in onda. Autore di programmi come “Agricoltura domani” poi diventato il famosissimo “Linea verde” e ancora “La Storia Siamo Noi“, “Faccia a Faccia“, fino ad “Un posto al Sole“, una delle fiction italiane più seguite di sempre. È proprio dai quarant’anni di inarrestabili successi che è cominciato l’incontro de “I Giovedì dell’Accademia”, sapientemente guidato dal direttore dell’istituto Luigi Fiorletta. A dare il via al confronto, un filmato che Minoli ha attentamente guardato con l’aria di chi con passione dedicherebbe altri innumerevoli anni alla missione del trasferimento della verità, punto centrale del suo discorso e della sua attività decennale nel campo dell’informazione. Le immagini di Mixer, La Storia Siamo Noi e di Faccia a Faccia proiettate hanno sottolineato quanto il giornalista abbia saputo sperimentare in ogni periodo storico e televisivo la novità del linguaggio e del metodo di informazione pur mantenendo ferma l’idea dell’importanza del contenuto. “Bisogna essere in grado di raccontare qualcosa, il contenuto è fondamentale“, dice Minoli parlando del necessario rapporto tra tecnologia e racconto . “Tanti soldi investiti nella tecnologia ma pochi nel contenuto che è da anni sempre lo stesso”. Un argomento quanto mai vicino ai nostri tempi in cui cui l’ascesa tecnologica non è stata accompagnata da un bagaglio argomentativo altrettanto forte ed incisivo. Lo sviluppo tecnologico ha dato a tutti la possibilità di esprimere la parte più narcisistica di sé stessi ergendo ognuno ad attori e registi contemporaneamente senza però chiedersi se in realtà si abbiano contenuti reali da comunicare, ha spiegato Minoli.

Una riflessione necessaria e troppo spesso sottovalutata che coinvolge non solo i più giovani, travolti per generazione nel turbine dei social, ma chiunque si approcci al mezzo televisivo, definito da Minoli potentissimo e con un alto potere manipolatorio. Il vero e falso si mescolano fornendo ai più una verità distorta chiamata “verosimile“, questo spiega l’ospite dell’Accademia quando è chiamato a parlare del suo ruolo da giornalista e presentatore che per anni ha cercato di dare al pubblico non opinioni parziali ma realtà verificabili. Con il carisma che lo contraddistingue Minoli continua ad esortare “Per far sì che il pubblico sfugga al “pericolo del fake” è necessario che si elevi culturalmente, che acquisisca consapevolezza di ciò che realmente vive affinché nessun verosimile possa imbrogliarlo”. L’incontro è proseguito con il vivo interesse di tutti i partecipanti, appartenenti tra l’altro a target di età molto differenti, il che suggerisce quanto la figura di Giovanni Minoli sia trasversale ed esempio di professionalità per ogni generazione che si accosti all’informazione e ai mezzi di comunicazione.

Alla domanda “Mi ami?” non è sufficiente rispondere si o no, al seguito infatti ci si chiederà “Per quanto tempo?”, “Da quando?” “Fino a che punto?”. Con questo calzante ed efficace esempio Minoli ha poi invitato a riflettere sulla complessità della realtà che certamente non può liquidarsi con un si o con un no, come spesso il mondo ad alta velocità in cui viviamo spinge a fare. “C’è tanto di cui parlare” continua il giornalista, proponendo l’idea di una verità come qualcosa che racconta e spiega in maniera semplice ma non semplicistica la realtà delle cose. Inventore di nuove tecniche di intervista, con il programma Faccia a Faccia, attualmente in onda su LA7, Minoli intervista a ruota libera artisti e politici senza tagli né censure per quaranta minuti , “è per questo che l’intervista faccia a faccia è durata 40 anni, è un match vero, niente tagli né distorsioni“. Giovanni Minoli è una di quelle menti che si ascolterebbe per ore senza accorgersi del tempo che passa e forse è questo il segreto della sua carriera. La capacità di comunicare attraverso la forza dell’onestà intellettuale e della trasparenza è dote e prerogativa di professionisti rari come lui.


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