On Air

Radio Day Live ! i migliori brani in Heavy Rotation

Home

Francesco, il paradosso cristiano

15 aprile 2017 Live ed Eventi News


Il Capo in terra della Chiesa Cattolica si muove dalla Basilica di San Pietro, la più grande Chiesa del Mondo, dai suoi appartamenti e dai suoi impegni di importanza internazionale, sale in macchina e da buon passeggero percorre i 65 Km che lo dividono da Paliano, piccolo paesino nel cuore della Ciociaria, dove poco più di 60 uomini e donne, prima che detenuti, trascorrono le loro giornate nella casa di reclusione del paese, posta in cima, sulla rocca. Sono lì in alto, in una vita diversa da quella del mondo esterno ma incredibilmente simile nelle sofferenze e nelle difficoltà. Cos’ha da spartire il Capo della Chiesa, detentore di uno dei massimi poteri al mondo, con un piccolo paesino ciociaro, la sua gente e i suoi detenuti?

Giovedì 13 aprile Papa Bergoglio ha dato risposta alla domanda. Una risposta a cui è legata l’ esperienza con gli immigrati lo scorso anno, sempre in occasione della Messa in Coena Domini e ancora con gli anziani e disabili nel 2014. Quello che Francesco ha da spartire è il paradosso di Cristo. Un Capo, il Dio dell’universo che si fa servo degli umili, degli emarginati, di chi non ha voce, di chi ha sbagliato tanto e troppo. Il paradosso del Re che si fa servo continua nei gesti e nello spirito affabile, arriva in macchina Francesco, abbassa il finestrino e saluta la folla. Si illumina nel vedere un gruppo di bambini pieni di affetto per quell’uomo buono vestito di bianco, cantano “Francesco vai” come ad incoraggiarLo nella sua missione di servizio e misericordia. Non sa che Lo stanno aspettando da ore o forse sì e che in mano hanno una lettera scritta con ognuno dei loro cuori, i suoi occhi apprezzano con gioia ma deve andare, i tempi sono stretti e i detenuti lo aspettano per la celebrazione. Le forze dell’ordine tutte sono lì per Lui, la macchina organizzativa che ha coinvolto i principali corpi di sicurezza del territorio ciociaro si è attivata con l’unico obiettivo di celebrare “una giornata storica”, così come l’ha definita il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri. Sua Santità entra scortato nel penitenziario di Paliano tra saluti e canti. Tra i dodici a cui ha lavato i piedi due ergastolani, un ragazzo musulmano, un ospite di nazionalità argentina e tre donne. Sì perché Francesco ha aperto anche alle donne la possibilità di partecipare al rito della lavanda dei piedi, cosa fino a qualche anno fa non permessa.

Il bello di un paradosso è la capacità di coinvolgere e sconvolgere e Francesco lo fa. Divide, unisce, fa riflettere, dà l’esempio, crea dubbio, stupisce. Partendo dal sentimento religioso a cui fa costantemente riferimento, si rivolge all’essere umano nella sua essenza più profonda. Senza retorica, attraverso gesti ed opere, Papa Bergoglio grida all’uomo moderno l’urgenza di ritrovare se stesso negli altri, soprattutto in quelli che si disprezzano. Non è tradizione, non è folklore, è un Papa vestito di bianco che sceglie di confondersi con chi per molto tempo ha vestito il nero di scelte sbagliate.


, , , , , , , , , , ,

Condividi su

Scrivi un Commento

La tua mail non sarà pubblicata. I campi richiesti sono segnalati da *